Ospitiamo questa volta al SottoVetro un “Paesaggio in ascolto”.

Esposto e protetto, malgrado se stesso, il paesaggio si presenta per l’appunto sotto vetro. Malgrado gli artisti preferiscano per i loro interventi un contatto diretto con il tessuto sociale circostante, malgrado di per sé il paesaggio si offra apparentemente disponibile e “inerme”, carico di segni e di stratificazioni…del tempo, della storia, del vissuto e delle esigenze, ma anche di costrizioni, cattive interpretazioni, sciatterie, speculazioni edilizie, in ultima analisi di masochismi…

Non ascoltare il paesaggio, significa non ascoltare se stessi.

Un paesaggio violato è un paesaggio ferito, talvolta ferito a morte. Riflette da parte di chi lo abita l’incapacità di riflettere su se stesso, sul proprio destino, di riprogettarsi, rigenerarsi, ricostruirsi… di “elaborare il lutto” -verrebbe da dire- di una innocenza perduta, di una difficoltà inappuntabile di essere artefice consapevole delle proprie scelte… di tutela, di cura, di protezione, intese in senso attivo e maturo,  ma anche di propositività, di apertura al cambiamento.

GLuca Cupisti - Sireno. Paesaggio in ascolto

GLuca Cupisti – Lorena Sireno. “Paesaggio in ascolto”.                                               SottoVetro di Casciana terme 8-29 giugno 2014

Il lavoro di Cupisti e Sireno ci svela il pericolo dell’incuria…

Porta davanti ai nostri occhi la ricchezza e la complessità di una pratica della cura, che è prima di tutto originato dal nostro sguardo, attivo, talora distratto e saturo di possibilità e messaggi contraddittori, mai innocente.

Cupisti e Sireno da anni lavorano sui “Paesaggi utopici” e sarebbe estremamente importante e significativo poterli ascoltare a proposito dei loro progetti, della filosofia dei loro interventi, vedere i video che ne documentano le fasi di attuazione, in particolare in relazione al tessuto sociale per cui li progettano. ll giardino come pratica e come metafora è fondamentalmente infatti un’esperienza di “arte relazionale”.

Coltivare un giardino, contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare,  è un’operazione che richiede una certa dose di impegno e di dedizione. Occorre individuare o favorire le condizioni migliori dal punto di vista del terreno e del clima (habitat), riservare una necessaria attenzione alle varie fasi di preparazione  e di mantenimento del contesto di nascita e crescita della pianta: dalla seminagione o dalla piantumazione alla coltivazione, dalla potatura ad una possibile raccolta.

Coltivare, prendersi cura di qualcosa è molto più che un hobby o un rito; è una necessità profonda dell’uomo legata alla sua sussistenza ed alla fitta rete di relazioni invisibili che quotidianamente intesse con il mondo circostante, per vivere, alimentarsi, crescere…

Questo rapporto esplicita una serie di problematiche e di approcci positivi nei confronti dell’ambiente e del contesto in cui ciascuno vive. Induce a soffermarsi sulla criticità di una relazione egocentrica, autoreferenziale e per questo spesso miope, dell’uomo nei confronti della natura e del tessuto cittadino. Ma induce a soffermarsi altresì sulla bellezza dell’universo botanico che “può” prevedere l’esito nel fiore e nel frutto. E tuttavia le piante, anche quando non appaiono coltivate ad uno scopo immediatamente  “utile” all’essere umano, inevitabilmente lo sono, a prescindere, con la loro stessa esistenza, garantendo il “respiro del mondo”.

Seminare, coltivare, prendersi cura, sono un atto di attenzione, di responsabilità e un impegno.

Riflettono la necessità di un percorso che coinvolge i singoli individui e la collettività. Si riconducono ad una pratica che non può che partire dall’attitudine di ciascuno a prendersi cura di sé e del proprio ambiente inteso in senso sociale, lavorativo dagli aspetti più elementari e concreti a quelli immateriali, etici e filosofici.

Si può profilare così una “ecologia delle relazioni”, che si origina dal voler bene a se stessi, per riconoscere nell’altro una parte di sé e nello spazio da condividere il “Luogo dell’incontro”, del rispetto della diversità e della pluralità.

Sono elementi di riflessione da non ritenere mai banali, che implicitamente o in modo più discusso, in forma laboratoriale o seminariale, meritano attenzione. Ed è ciò che “nel tempo” ci proponiamo di fare, insieme.

Cupisti e Sireno condivideranno con noi anche l’appuntamento dedicato al Solstizio, attraverso i linguaggi delle arti e della poesia, sabato 21  giugno nel Parco di Montelisi.

MFPepi

“Paesaggio in ascolto”. GLuca Cupisti – Lorena Sireno.

Al SottoVetro di Casciana terme, via Roma 10. Da domenica 8 a domenica 29 giugno.

Inaugurazione: domenica 8 giugno, ore 18.

Orario di apertura: domenica, ore 21.30-23.30.

Locandina: Paesaggio in ascolto – Locandina

Annunci