L’Associazione culturale Fuori dal Museo

con il patrocinio del Comune di Crespina-Lorenzana

è lieta di invitarvi a partecipare attivamente

sabato 21 giugno dalle ore 18 nel Parco di Montelisi, a Crespina al…

 SOLSTIZIO.

LA NATURA DEL TEMPO.

PERCEZIONI, PERFORMANCES, LETTURE ITINERANTI TRA LE ARTI

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 DSCN1038sentiero nel bosco di Montelisi GLuca Cupisti - Sireno. Paesaggio in ascolto

Collaborazioni originali:

Arti visive e performative

Lizzy Sainsbury (performance installativa nel parco dedicata ad “Eufemia, la città in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio”); Riccardo Brotini (performance installativa gravitazionale nelle cantine del sottosuolo); Lorena Sireno e G.Luca Cupisti (“Dai Paesaggi utopici al Paesaggio in ascolto”: video e installazione Poesia-Cielo (parole, cielo, plexiglass e lampade fotovoltaiche); Yonel Hidalgo Perez (installazione ceramica olfattiva).

Letture poetiche

Giuliana C. Matthieu (autrice della raccolta poetica Lune senza tempo); Letture di poesie e brani dedicati al trascorrere del tempo e delle stagioni a cura di Rosalba Bartolotti, Katia Querci, Edi Milianti.

L’albero dei libri

Un particolarissimo punto prestito, anzi molto di più, la materializzazione di un “punto di riferimento” culturale educativo ed emotivo: la biblioteca!
All’ombra di un naturale ninfeo di antiche piante di alloro, la sensibilissima e attenta bibliotecaria ha scelto, per la sua “performance installativa”, uno dei siti più magnetici del parco, testimone, nelle scorse edizioni dei nostri itinerari tra le arti, di presenze, visioni e racconti: ora di una coperta di filastrocche ricamata, dialogante con la “coperta delle storie” dove si sdraiarono, in un tempo incancellato, i bambini voraci di storie; ora due bellissime fanciulle incarnanti “Dafne” in preda di Apollo; ora un lucidissimo Déjeuner sur l’herbe, che denudava le blandizie del consumismo restituendoci il modo di specchiarci nel nostro presente, per riappropriarci di ogni momento che stiamo vivendo.

Distillati di natura

Estrazione degli oli essenziali a cura di: dott. Bernardo Melai e dott. Guido Flamini (Universita’ di Pisa) e dott. Pierluigi Cioni. L’idea, di Bernardo Melai, ha avuto origine un’installazione in vasi ceramici per “ConTesto, non contesto” (Crespina 2013). L’opera di Yonel Hidalgo Perez, Cinco retratos de como me siento è tutt’ora nel resede del parco. Si può interpretare come un “ibrido che conserva al pari i tratti dell’artista e di ciò che, di volta in volta, egli incontra nel suo percorso, in particolare gli oggetti che permettono di conoscere il mondo, a partire dalla conoscenza del modo in cui sono stati fatti. In questo caso, l’artista ha voluto giocare sulla polisemanticità dell’espressione che compone il titolo scelto per la sua opera e sulla nostra capacità sensoriale… Cinque versioni di autoritratto, come i cinque sensi, sono capaci di suscitare sensazioni che vanno al di là del confine visivo. Il lavoro dei vasi è stato realizzato durante una residenza a Castelli (Teramo) ed un workshop presso l’Istituto Superiore d’Arte della città. Riprende la forma tipica di alcuni vasi caratteristici del luogo ed i colori sono quelli tradizionali della tavolozza castellana.”

Intermezzo: apericena campestre (contributo libero, suggerito: 5 euro). Artisti e bambini sono ospiti “in tutti i sensi”…

La filosofia dell’appuntamento è suggerita dal momento dell’anno, il solstizio e dalla natura del luogo, che induce a sostare, ascoltare, osservare, “distillandosi” scambi di memoria e di suggestione e recuperando un approccio rilassato e riflessivo.

Ogni partecipante potrà portare liberamente una poesia, o qualche verso, a tema, dedicata al trascorrere del tempo e delle stagioni, da condividere in questo distillato di tempo, nella notte più breve dell’anno.

Sono ancora aperte le iscrizioni all’associazione che permettono di beneficiare delle agevolazioni previste per i soci e di sostenere con orgoglio l’attività e l’impegno dell’associazione nell’attivare processi di riappropriazione del Tempo e del Luogo in cui stiamo vivendo, prendendosi cura del nostro destino e del nostro habitat -globale e particolare- fatto di persone, di memorie, di vissuti, di un patrimonio culturale di cui dobbiamo recuperare prima di tutto consapevolezza.

Informazioni pratiche: Montelisi e’ a Crespina, in piazza C. Battisti 9. Recapiti: fuoridalmuseo@gmail.com; cell. 349-4049695.

Seguiranno schede di approfondimento sulle Opere e sul Giorno…

Sintesi sul senso del progetto:

Nasce come filosofia, come teoria e pratica di vita, questo progetto, in parte felice intuizione di singoli, in parte volontà di relazione costruttiva di più voci in sintonia profonda di visioni, o meglio di ‘orizzonti e prospettive’ ed in sintonia con il Luogo. Si alimenta da anni questo progetto e prende corpo ora in questa veste. Si compone di incontri, di attese, di lotte e di fatiche, di lunghe discussioni, di convivialità. Non sono mancate le sconfitte alle singole battaglie, le incomprensioni.

E’ un micro-progetto questo del 21 giugno 2014, mentre in tutta la Toscana e non solo imperversano le Notti bianche. Segno dei tempi e del Tempo. Ed è quest’ultimo che aspiriamo a recuperare a noi stessi e all’habitat globale in cui viviamo. Non ha richiesto particolari investimenti nell’immediato questo progetto, se non di energie, di resilienza, di concentrazione nella preparazione e nella messa in opera. Quindi ci è costato e ci costa, perché lo abbiamo a cuore, in quanto riteniamo -mi faccio interprete del pensiero dell’associazione e di quanti con noi hanno collaborato “nel tempo”- che sia fondamentale spendersi per una più profonda consapevolezza del tempo che stiamo vivendo, per porsi interrogativi -dal nostro punto di vista, eminentemente attraverso il linguaggio, le problematiche e le tecniche artistiche-, per cercare insieme soluzioni, il più possibile autentiche e durevoli, spostando finalmente il baricentro di pensieri e pratiche dal nostro tornaconto particolare e miope.

Il Luogo è anche il simbolo di ogni Luogo del quotidiano, vissuto e condiviso, da sottrarre a viva forza all’anonimato, ad uno sfruttamento parassita che prosciuga le risorse, sostituendo la speculazione economica ad una attenta considerazione di sostenibilità.

E’ un progetto importante per noi, questo del Solstizio, perché è un “tornasole“. Guardando indietro scopriamo ritorni e conferme, che ci inducono a guardare avanti, ancorandoci e proiettandoci verso il prossimo Equinozio. Guardando indietro scopriamo confronti serrati, sopralluoghi nella calura e intorno ad una tavolata, i volti degli artisti, di esperti che hanno messo le loro competenze, ma soprattutto la loro passione a disposizione di un progetto singolare e plurale… il loro specifico progetto, ma anche il progetto del Luogo, simbolo di un altro modo di progettare e costruire.

Il luogo in questo senso è il vero protagonista, insieme all’impegno di ciascuno (chi da più vicino, chi da più lontano), di realizzare un capitolo di una storia importante, che va al di là della nostra transitorietà e delle nostre specificità ma che le comprende, in un umanesimo nuovo, che sposta il baricentro verso il futuro di qualcosa che ci appartiene solo in parte, ma che ci obbliga a fare la nostra parte, tutto ciò che possiamo perché il nostro vissuto non sia sterile.

Un ringraziamento particolare alla Biblioteca comunale e soprattutto a Lizzy Sainsbury che ha colto e interpretato in profondità il senso del Luogo, attribuendogli un nuovo significato e un nuovo progetto futuro, da consegnare alle giovani generazioni, già protagoniste attivamente lo scorso settembre grazie al Comitato Teste Fiorite.
Con il suo lavoro Montelisi si scopre Eufemia, una delle Città invisibili di Italo Calvino, dove “ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio”.

E dopo l’appuntamento per il Solstizio, ci ritroveremo di nuovo a settembre, per l’Equinozio, il 21 settembre.

Una dedica speciale anche a Monica Peccolo ed al suo romanzo, Il senso interno del tempo, presentato a Montelisi lo scorso Solstizio, perché questi ancoraggi nel tempo siano promesse mantenute di senso.

Non potevo chiudere questa riflessione, per quanto superficiale e stringata, rispetto a quanto sarebbe importante approfondire, se non citando Il giardino dei ciliegi di Cechov, che ci ricorda la minaccia della perdita della memoria, sotto la scure della speculazione edilizia, che con il pretesto del benessere (di chi? per quanto tempo? a che prezzo?), ma in realtà per una facile logica consumistica, distrugge e rende anonimo ogni luogo. Ogni cambiamento, quelli auspicabili e urgenti, ma anche quelli che non desidereremmo, può essere governato, almeno in parte. Tocca a ciascuno di noi fare la nostra parte!

“Ma lo sai, Ljuba, quanti anni ha questo armadio? La settimana scorsa ho aperto il cassetto in basso, ci ho guardato
dentro e ho visto delle cifre marchiate col fuoco. L’armadio risale esattamente a cent’anni fa. Che ne dici? Eh? Si
potrebbe festeggiare un giubileo. È un oggetto senza vita, d’accordo, ma ha pur sempre contenuto dei libri.
 
PIŠÈIK (stupito)
Cent’anni… Pensate un po’!…
 
GAEV
Sì … È qualcosa… (Toccando l’armadio).Caro, rispettabile armadio! Celebro la tua esistenza che già da più di cent’anni è
stata orientata a limpidi ideali di bontà e giustizia; il tuo silenzioso appello al lavoro fruttuoso non si è indebolito nel
corso di un secolo, sostenendo (tra le lacrime) nelle generazioni della nostra famiglia il coraggio, la fede in un futuro
migliore, stimolando in noi gli ideali di bontà e di coscienza sociale”.

Anton Pavlovic Cechov, Il giardino dei ciliegi

M. Francesca Pepi

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