Cari Amici,

a conclusione del percorso “Scambi di memoria. Dal Solstizio all’Equinozio”, che ci ha tenuto impegnati mentalmente, emotivamente, culinariamente e non ultimo, fisicamente!, un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno partecipato per rendere intensa ed anzi, straordinaria, questa esperienza per noi indimenticabile.

Permetteteci un ringraziamento irrituale e un po’ irriverente, ma profondamente sentito, agli artisti che hanno lavorato insieme a noi progettando interventi di elevato spessore, condividendo la loro professionalita’ e la loro capacita’ visionaria.

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A Riccardo Brotini, per aver magnetizzato (ed anche un po’ ipnotizzato) la nostra attenzione facendoci riflettere sui disegni della rotazione terrestre relativizzando il “nostro stare al mondo”;

A Gian Luca Cupisti e Lorena Sireno per averci disorientato totalmente proponendoci un “Paesaggio in ascolto”, nel Settecentesco Oratorio di Montelisi, in questa occasione invaso da non improbabili edere;

Alla Compagnia Teatrale Quint&ssenza per averci regalato, sulla soglia dell’Oratorio, un’emozionante apparizione notturna della Musa che ha preso anima e vita da una bianca scultura dello Studio Bertelli;

Ad Ignazio Fresu e a Marcella per il restauro della memoria, operato nella monumentale installazione di libri ciechi nella cantina di Montelisi;

A I Santini Del Prete, per averci magistralmente condotti, con l’eleganza, l’ironia, la visionarieta’ consueta nel bosco, dalla stazione di Montelisi alla Città invisibile che ognuno porta dentro di sé;

A Bruno Larini, che ci ha mostrato la nostra meravigliosa, commovente fragilità in relazione al cosmo da cui proveniamo e di cui siamo parte, inquietandoci anche un po’ con i suoi innesti uomo-pianta-animale;

Ai Lights che con la piccola Bianca ci hanno ‘sconcertato’ nelle cine-cantine del sottosuolo, immergendoci in una autentica dimensione Fluxus (studio-spontaneità-freschezza-improvvisazione) lasciandoci una domanda esistenziale come tormentone: “perché non mi hai chiamato?”

A Caterina Pecchioli che ha mappato una città invisibile nella onirica ma visibilissima collezione di Carlo Pepi;

A Carlo Pepi che ha accettato di sottoporre la sua collezione alla mappatura di Caterina Pecchioli;

A Carlo Pepi che ci ha sopportato come ospiti ingombranti, mettendo a disposizione sorvegliata ampie aree della sua villa e del suo giardino;

A Stefania Puntaroli, che ci ha ricordato la preziosità insostituibile di ciascuno, con un autentico scambio di memorie dalla sua infanzia alla nostra emotività, disegnando le stelle nel palmo della nostra mano;

A Carlo Romiti, che ci ha trascinato nella dimensione ancestrale del nostro antico e dimenticato contatto istintivo con la natura, facendoci addentrare nella sacralità della forza animale e nella ritualità della sua raffigurazione;

A Erica Sagona, per aver dato la voce del tempo alla pietra con un verbo all’infinito che ci racconta il nostro destino: divenire…

A Lizzy Sainsbury, per aver dato forza ad un sogno fatto di natura e di rispetto per gli altri, costruendo “Eufemia, la città degli scambi di memoria ad ogni solstizio ed equinozio”, disegnata al solstizio e ridisegnata con tanto ‘pathos’ e emozioni, ispirazioni individuali e collettive all’equinozio, deliziandoci con le sue magnifiche apple pies!

A Jean, che ha letto con attenzione il racconto di Calvino dedicato ad Eufemia, attraversando poi il labirinto di Lizzy a grandi, giovanili, falcate, per depositare al centro la memoria del futuro: il bulbo di snow drop che fiorira’ in inverno…

Perche’ ogni azione contiene gia’ nel presente la memoria di cio’ che avverra’ in futuro: le nostre azioni determinano la memoria che ne avremo e che interagira’ con quella che gli altri ne avranno…

A Giacomo Saviozzi, per averci portato memorie fragili, la memoria di un Luogo (l’ospedale psichiatrico di Volterra) e dell’ultimo ospite che è ritornato con gesti di cura, dando nuovo senso e nuova eco al “nostro” luogo, affinché ci scopriamo abitanti del mondo e non del nostro singolo orticello;

A Bruno Sullo che ci ha consegnato temporaneamente quelle valige cariche di storia e di significati, ricordandoci anche un po’ il destino di ciascuno di noi, in viaggio verso destinazioni sconosciute, “sempre con le valige in mano…”; facendoci anche divertire un po’ avendo accettato di non voler sapere dove i fortunati possessori transitori le avrebbero posizionate; facendoci meditare molto poi sulla forza evocativa delle assenze nei luoghi abbandonati dalla storia;

A Massimiliano Turini, per averci fatto riflettere sulla tradizione della memoria per immagini e avere realizzato il primo album di fotografie della memoria del luogo, decisamente originale, rigoroso, analitico e che, per noi che amiamo molto Montelisi, e’ un po’ anche un album di famiglia…;

A  Giacomo Verde per aver colto la forza narrativa di questi luoghi, la cisterna con l’ancora, le radici di futuro, e per averci regalato l’ebbrezza della rievocazione collettiva in chiave tecnologica postmoderna degli esperimenti sul telegrafo fatti proprio a Crespina da Carlo Matteucci nel 1844…

Al Comitato Teste fiorite ed in particolare a Rachel Inman, per aver realizzato insieme ai bambini, molto divertiti, la bellissima città invisibile tra i cipressi, con plastiche trasparenti ed altri materiali di recupero, suscitando un’atmosfera magica all’imbrunire quando sono state accese dai bambini le lanterne della loro città invisibile;

All’associazione Amanita e a Tassobarbasso ed in particolare a Carmen Lauria, per aver creato con autentica sensibilita’ e amore per la natura e per le simbologie che nei secoli gli uomini vi hanno scorto, la città invisibile che vedremo nei fiori che sbocceranno in ogni stagione con geometrie e colori diversi;

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A Rosalba Bartolotti per la selezione di brani sorprendenti che ci ha regalato con una difficile concentrata intensa lettura;

Alla biblioteca comunale di Crespina e Lorenzana ed in particolare a Patrizia Sopranzi, per aver ideato accurate selezioni di libri e allestimenti del parco, tra le fronde, dando vita ad una maratona di lettura nel verde, dedicata al buon uso della lentezza;

Ai genitori che con brio hanno dato vita alla maratona di lettura vicino alle opere installate nel parco dagli artisti;

Agli Amici della Poesia di Pontedera che hanno organizzato un reading di poesie ricco di sfumature e di sorprese, ad Edi Milianti che ha curato le selezioni di poesie, a Francesca Cangemi che ci ha emozionato con un’interpretazione profonda;

A Mauro Andreani e Paolo Bottari, Artisti Paralleli che ci hanno mostrato con il loro progetto prospettive e ipotesi per un dialogo efficace tra arte contemporanea e sentire comune;

A Giovanni Cabras, per i suoi interventi acuti, corredati di immagini sorprendenti e capaci di portarci davvero dietro le quinte (e sulle impalcature) dei restauri…

A Leonardo Puccioni a cui dobbiamo un monumento (prima o poi riusciremo ad edificarglielo!) per le soluzioni innovative, improbabili, mirabolanti a cui ci ha abituato, senza mai far pesare la difficolta’ delle nostre ‘richieste’ anzi anticipando soluzioni anche a quello che era disperato o non sperato…

A Federico Puccioni perche’ si e’ prestato all’arte con ironia, curiosita’ e spirito di immolazione!

A Monica Vessella, impareggiabile ospite che ci ha condotto nelle stanze di Villa Regnoli, mostrandocene con discrezione l’anima;

A Massimo Bolognesi che ha sciupato una domenica pomeriggio di svago e riposo per noi, perche’ potessimo apprezzare meglio l’esperimento di Matteucci;

A Bernardo Melai per il lungo lavoro di preparazione in vista dell’estrazione degli oli essenziali;

A Marzia, Hellen, Laura e…

A tutti coloro che hanno sostenuto il nostro lavoro con il loro lavoro: Fattoria La Tana, Azienda vinicola Torre a Cenaia, Cantine Gini, Cantine delle Colline Pisane, Salumificio BM, Biscottificio Pasquinucci ed infine Buffetti di Giani Mila (quante stampe, fotocopie, brillantini per colorare le Città invisibili!)

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato ai diversi appuntamenti, alle visite guidate con uno sguardo curioso, appassionato, responsabile nei confronti dei beni comuni!

Un ringraziamento e una dedica speciale al LUOGO, a Montelisi…

per tutti i sogni, le visioni, gli incontri, le scoperte, le lezioni di vita, le esperienze, le fatiche, le amarezze, i momenti di stupore, di convivialita’, gli scambi di memorie che ci ha voluto regalare, in questi anni…

E se arrivassero i molto russi a comprare e snaturare i luoghi della nostra memoria?

Come ci congedammo al solstizio, riprendiamo ancora in mano il libro di Cecov, il “Giardino dei ciliegi”, magari venissero russi amanti di Cecov…:

“Ma lo sai, Ljuba, quanti anni ha questo armadio? La settimana scorsa ho aperto il cassetto in basso, ci ho guardato
dentro e ho visto delle cifre marchiate col fuoco. L’armadio risale esattamente a cent’anni fa. Che ne dici? Eh? Si
potrebbe festeggiare un giubileo. È un oggetto senza vita, d’accordo, ma ha pur sempre contenuto dei libri.
 
PIŠÈIK (stupito)
Cent’anni… Pensate un po’!…
 
GAEV
Sì … È qualcosa… (Toccando l’armadio).Caro, rispettabile armadio! Celebro la tua esistenza che già da più di cent’anni è
stata orientata a limpidi ideali di bontà e giustizia; il tuo silenzioso appello al lavoro fruttuoso non si è indebolito nel
corso di un secolo, sostenendo (tra le lacrime) nelle generazioni della nostra famiglia il coraggio, la fede in un futuro
migliore, stimolando in noi gli ideali di bontà e di coscienza sociale”.

Anton Pavlovic Cechov, Il giardino dei ciliegi

L’Associazione Culturale Fuori dal Museo va in letargo!

Faremo capolino nella bella stagione…

Un grande ringraziamento anche a tutti voi che ci avete seguito ed anche a chi ci ha dimenticato!

Associazione Culturale
Fuori dal Museo

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